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1. Introduzione

La zona di Betlemme è specializzata per l’industria artigianale. I prodotti d’artigianato comprendono articoli di legno d’olivo, madre perla e i ricami. La maggiore parte di questi prodotti è lavorata localmente nelle piccole officine usando intensivamente opera mano.
Il numero di queste ditte e circa 200, localizzati a Betlemme,Beit Sahour,Beit Jala , mentre i ricami colorati palestinesi trovati sui abiti tradizionali vengono fatti in maggior parte nei villaggi intorno di Betlemme come Al’Khader,Battir,Husan,Nahhalin e Artas. Benché il gran richiesto per questi prodotti d’artigianato nei mercati regionali e internazionali gli esporti rimangono pochi. Questo è dovuto alle mancanza dei propri incentivi d’appoggio e sostengo specialmente quelli che riguardano i finanziamenti e il know-how .Un altro importante ostacolo è che la produzione si compia nelle cose e senza nessuna licenza e cosi sono venduti ai negozi di souvenir a prezzi staccati.

1.Raconto generale della storia dell’artigianato palestinese

La maggior parte dell’artigianato di legno d’olivo e madre perla che si trovano nella Terra Santa hanno radici che tornano indietro centinaia d’anni come hanno dimostrato i recenti studi e i documenti storici. Breve storia delle differenti industrie dell’artigianato.

  • Il 3% delle produzioni dell’artigianato che stanno ancora lavorando sono state fondate prima del 1925 è sono, l’industria delle vetraie, pellicce,tappeti i ricami.
  • Approssimativamente 9%di queste officine erano fondate nel 1925e 1950 oltre a quelli menzionati prima, questi comprendevano anche ceramiche e immobiliari in bambù.
  • 23%di questi centri di produzioni erano fondati fra 1951 e 1967 quando i territori occupati erano sotto sovranità Giordana.
  • Il periodo fra 1068 e1977 ha testimoniato lo stabilimento del 31% delle ditte d’artigianato. Questo aveva dovuto all’aumento del turismo e dei prodotti artigianati specialmente in legno olivo e madre perla.
  • Dal 1977 e1986 34% delle industrie artigianati hanno iniziato le loro attività produttive, la maggior parte delle officine altre erano quelle del legno d’olivo.
  • Dal 1993 e 2000 c’era un boom nell’industria dell’artigianato palestinese con l’aumento del turismo durante il Millenium di Betlemme.

1.2 fatti sull’artigianato palestinese

1. Ci sono 18territoriindipendenti dell’artigianato palestinese:
1.prodooti di lego d’olivo
2.l’industria della madre perla
3.i ricami
4. i vetrai

2.i prodotti piu dominanti sono quelli in legno d’olivo che comprende il 36% dei prodotti artigianati, mentre la madre perla comprende 105del settore produttivo.

3. è utile notare che la prima intifada ha causato una recessione dell’industria diminuendo dal 40%. Benché non ci sono studi che riguardano l’effetto della seconda intifada sull’industria dell’artigianato ma è chiaro che il settore e stato danneggiato ancora di più.

2. La crisi dell’artigianato palestinese:

Il deterioramento dell’artigiano locale non ha iniziato con l’intifada e le misure repressive lasciata dell’autorità israeliana, ma addirittura hanno iniziato molto prima negli anni 70 e 80e nei primi tempi dell’occupazione israeliana. I fatti puntano ad un lento e ritardo ma continuo crescita di quest’industria sotto l’occupazione. I nostri dati suggeriscono che gli sviluppi sotto questi condizioni cambiano tramite i differenti settori e che mentre alcun industrie esperimentavano crescita altre invece crisi e stagnazione.
La difficoltà economica nel periodo della prima e seconda intifada e le nuove difficoltà causate della politica di chiusura hanno causato problemi ulteriori che mettono a rischio il futuro e l’esistenza dell’artigianato palestinese.

2.1 I problemi principali

I problemi che affrontano le locali industrie dell’artigianato non sono uniche al settore ma sono consistente con gli altri problemi che riguarda l’industria in generale e sono:

  • La presente situazione politica tocca male il settore turistico e danneggia l’artigianato.
  • I problemi di finanziamento: prodotti sono realizzati con attrezzatura semplice ed a costi alti. Il motivo principale per il basso livello tecnico e la mancanza dei fonti finanziari ( fonti per lo sviluppo) e l’incapacità d’acquisto d’attrezzatura moderni.
  • L ‘invasione dei prodotti dal Taiwan e Hong Kong nei mercati arabi durante il periodo di pellegrinaggio in Araba Saudita e Europa, che è diventata una problema grava per l’industria di madre perla e altre. I prodotti di questi paesi si vedono a prezzi più bassi a causa dell’attrezzatura moderno, salari bassi e meno costosa materia prima.
  • La competizione israeliana con prodotti fatti di rame.
  • L’immigrazione degli artigiani professionali per la continua chiusura delle fabbriche e i lavori saltuari .Questi professionali non sono facilmente sostituiti perché richiede alti livelli di tecnica e capacità.
  • Strategie economiche infettive: benché la creazione delle cooperative locali non esistono nessun coordinamento fra loro e la produzione rimane limitata perché sono stati esclusi i grandi produttori e i diritti degli artigiani non sono stati protetti cioè ogni articolo artistico non include il nome del produttori.
  • La mancanza di un’autorità coordinatrice che promuove il settore .
  • I prezzi alti dei prodotti per capire la commissione pagata all’agente, alla guida turistica, le agenzie e i negozi di souvenir.
  • L’ignoranza, la paura e la resistenza per cambiare della maggior parte dei produttori.


2.2 olteriori problemi che incontrano artigianato:

1.i prodotti in legno d’olivo:

A. I prezzi bassi e la competizione.

B. i prezzi alti della matteria prima, specialmente quella qualità alta del legno che si prende dei campi non irrigati ma adesso le ditte hanno cominciato ad usare il legno meno costoso proveniente dei campi irrigati cosi diminuendo la qualità del prodotto .

C. La mancanza di una classificazione dei prodotti secondo la qualità .

D. La mancanza dei rapporti professionisti dei produttori e gli impiegati.

E. La mancanza della creatività e l’innovazione.

F. La necessità di introdurre nuovi macchinari e metodi avanzati di produzione.


2.i prodotti in madre perla:

a. L’immigrazione degli artigiani professionisti e il fallimento delle industrie. Inoltre la nuova generazione e disinteressata ad apprendere il mestiere.

b. L’importazione della materia prima e diventata una dei principali pesi per l’industria. Nel 1987 la materia prima ha costituto il 23% al valore della produzione. I permessi d’importazioni sono difficile ad ottenere e anche costosi. In oltre le tasse dell’importazione aumentano 50% del valore dell’importazione. I prodotti degli articoli in madreperla si trovano stretti fra l’importatore che continuamente aumenta i prezzi della materia prima e i clienti che spesso cercando prodotti a prezzi bassi.

c. Inefficienza nell’uso della materia prima e i rifiuti.

d. Scarsezza dei macchinari avanzati e del know-how.